Free El Hiblu 3. Un libro e una campagna di solidarietà verso tre ragazzi accusati di terrorismo

Tre anni fa tre un gruppo di oltre cento migranti viene soccorso al largo delle coste libiche da una petroliera che batte bandiera turca. Dovrebbero essere tutti riportati in Libia ma tre di loro negoziano con il capitano della nave El Hiblu 1 il passaggio fino a Malta. Qui, però, i tre che hanno negoziato con il capitano vengono accusati e processati per terrorismo in un caso conosciuto come “El Hiblu 3”. Nei giorni dell’anniversario di questo evento esce una pubblicazione online che rivela molti aspetti poco conosciuti di questo caso e scrive un nuovo capitolo della solidarietà verso i migranti alle frontiere dell’Europa.

Three years ago, a group of over 100 migrants was rescued off the Libyan coast by an oil tanker flying the Turkish flag. They should all be taken back to Libya but three of them negotiate with the captain of the ship El Hiblu 1 the passage to Malta. Here, however, the three who negotiated with the captain are charged and brought in trial for terrorism in a case known as “El Hiblu 3”. In the days of the anniversary of this event, an online publication comes out that revealing many little-known aspects of this case and writes a new chapter of solidarity towards migrants at the borders of Europe.

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E’ uscito un nuovo numero monografico di “Mondi Migranti” / A new monographic issue of “Mondi Migranti” is out (eds. Luca Giliberti, Swanie Potot)

Mondi Migranti, 3/2021 – Migrazioni, frontiere, solidarietà (editors: Luca Giliberti, Swanie Potot) –
https://www.francoangeli.it/Riviste/Sommario.aspx?IDRivista=149

Nella contemporanea “crisi dell’accoglienza” il supporto dal basso ai migranti in transito, in particolare nei luoghi di blocco come i nodi di confine, assume un ruolo centrale in relazione alla mobilità verso e all’interno dell’Europa. La
parola “solidarietà” – concetto fondativo delle scienze sociali ma poco esplorato negli ultimi decenni – diviene oggi nozione di riferimento nella vita quotidiana delle borderlands europee, oltreché di un’emergente letteratura scientifica che prende forma all’interno degli studi migratori. Questo numero monografico della rivista Mondi Migranti, con contributi in italiano e in francese che analizzano tali pratiche su diversi nodi di confine in Europa, intende partecipare all’incipiente articolazione di nuove prospettive di ricerca su migrazioni e frontiere attraverso le lenti della solidarietà.

In the contemporary “reception crisis”, grassroots support for migrants in transit, especially in blocking sites such as border nodes, assumes a crucial role in relation to mobility towards, and within Europe. The word “solidarity” – is a founding concept in the social sciences, yet scarcely explored in recent decades, now becomes a reference notion in the daily life of European borderlands, as well for an emerging scientific literature taking shape within migration studies. This special issue of the journal Mondi Migranti, containing contributions both in Italian and in French, focuses on such practices in different border nodes across Europe, meaning to participate in the incipient articulation of new research perspectives on migration and borders through the lens of solidarity.


Indice:
Usages et mésusages de la notion de solidarité en contexte migratoire. (Jocelyne Streiff-Fénart)
Verso i solidarity studies. Nuove prospettive di ricerca su migrazioni e
frontiere. (Luca Giliberti, Swanie Potot)
Sui confini della rotta balcanica: pratiche di solidarietà ai migranti e
processi di criminalizzazione. (Graziella Marturano)
Sanctuary cities in Francia? L’accoglienza dei migranti nel Paese basco.
(Annalisa Lendaro, Thomas Sommer-Houdeville)
La solidarietà in frontiera: le reti di supporto ai migranti in transito in Val
di Susa. (Luca Giliberti, Davide Filippi
Féministes et quêteuses d’asile : une lutte commune ? Une enquête dans les
Alpes-Maritimes (Pinar Selek)
La criminalisation du sauvetage dans la mer Égée. Le cas de l’ONG PROEM-AID. (Juan Pablo Aris Escarcena)


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The hole, the corridor and the landings: reframing Lampedusa through the COVID-19 emergency / A new publication by Luca Giliberti & Luca Queirolo Palmas

Photo credits: IFRC (CC BY-NC-ND 2.0)

Abstract [EN]

This article presents the results of an ethnography carried out in Lampedusa – a fundamental hub in the border spectacle of irregular migrations – during the COVID-19 emergency, where landings have increased, especially from Tunisia. Through fieldwork and interviews to local key actors, the research aims to answer the following intertwined questions: how does migrant agency develop? How is the borderwork reinvented? How do different local groups and authorities act, react, and interact with migrant agency and borderwork? These questions are addressed, scrutinizing three steps of a migrants’ corridor towards Europe: firstly, the landings and their social fabrication around the piers; secondly, the hole and the confinement fences on the hotspot-island; thirdly, the forced return to sea on the quarantine ships. In this way, the article shows how the pandemic becomes a constituent moment in border policies, devices and procedures, opening up a reinforced space–time of migrants’ containment.

Abstract [IT]

Questo articolo presenta i risultati di un’etnografia, realizzata durante l’emergenza COVID-19, a Lampedusa – snodo fondamentale nello spettacolo del confine delle migrazioni irregolari – dove sono aumentati gli sbarchi, soprattutto dalla Tunisia. Attraverso un lavoro di ricerca sul campo e una serie di interviste ad attori chiave locali, la ricerca vuole rispondere a una serie di domande intrecciate tra loro: come si sviluppa l’agency dei migranti? Come si reinventa il confine? In che modo i diversi gruppi e le autorità locali agiscono, reagiscono e interagiscono con l’agency dei migranti e il borderwork? Queste domande vengono affrontate, scrutando tre passaggi di un corridoio migratorio verso l’Europa: in primo luogo, gli sbarchi e la loro fabbricazione sociale intorno ai moli; in secondo luogo, il buco e le recinzioni di confinamento sull’isola-hotspot; terzo, il ritorno forzato in mare sulle navi-quarantena. In questo modo, l’articolo mostra come la pandemia diventi un momento costitutivo delle politiche, dei dispositivi e delle procedure di frontiera, aprendo uno spazio-tempo rafforzato di contenimento dei migranti.

Luca Giliberti & Luca Queirolo Palmas (2021) The hole, the corridor and the landings: reframing Lampedusa through the COVID-19 emergency, Ethnic and Racial Studies, DOI: 10.1080/01419870.2021.1953558

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Due nuovi volumi della collana Immagin-azioni sociali

Sono usciti due volumi della collana GUP Immagin-azioni sociali, diretta da Luisa Stagi e Luca Queirolo Palmas.

I due testi, curati da Vincenza Pellegrino e Monica Massari, prendono avvio da un’attività di riflessione e confronto avviata nel corso degli ultimi anni sulla capacità delle scienze sociali di riuscire a stare in relazione significativa con i mondi, le questioni e gli attori di cui si compone la società e di essere in grado di elaborare un sapere critico che possa divenire strumento di interlocuzione e di intervento nei processi sociali.

La questione non è di poco conto, dal momento che attiene alla possibilità delle scienze sociali di riuscire tuttora ad ispirare e/o attivare pratiche di resistenza rispetto ai processi di assoggettamento, alle forme di marginalizzazione e alle pratiche di sfruttamento ed esclusione prodotte dal sistema capitalista neoliberista.

Sotto questo profilo, in diversi contesti, già da alcuni anni si fanno strada filoni di ricerca sociale critica che sembrano esprimere un rinnovato protagonismo.

Negli Stati Uniti E.O. Wright ha proposto una scienza sociale ‘emancipativa’ espressamente rivolta a legittimare forme di critica al tardocapitalismo contemporaneo, per comprendere e dare visibilità a forme possibili di contro-organizzazione sociale, e generare così una conoscenza scientifica in grado di sfidare forme emergenti di sfruttamento.

In America Latina si moltiplicano nelle università nuove ‘ecologie’ di saperi, cioè percorsi didattici e di ricerca in chiave radicalmente pluridisciplinare legati a istanze poste dai cittadini, secondo pratiche di interazione non dissimili dall’idea di ‘ricerca sociale democratica’ portata avanti a Mumbai da A. Appadurai.

Ma anche in Europa, B. de Sousa Santos, L. Boltanski e molti altri provano a tradurre in futuro gli approcci della sociologia critica che caratterizzarono i decenni centrali del ’900 e che già indicavano nei pubblici plurali di cui si compone la società – più che nei circuiti ristretti dei colleghi – gli interlocutori privilegiati per la costruzione del disegno di ricerca e la gestione della vita sociale dei dati prodotti.

Oggi tutto ciò avviene, però, con la marcata consapevolezza che occorra promuovere una nuova stagione di ‘risoggettivazione reciproca’ tra ricercatori e attori sociali che passi anche attraverso la capacità immergersi e lasciarsi interpellare dalla dimensione narrativa, esperienziale, esistenziale di processi sociali invisibili, turbolenti, scomodi, difficilmente accessibili, ma in qualche modo emblema profondo dell’attuale complessità.

Entrambi i testi sono scaricabili gratuitamente sul sito GUP.

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