Eufemia – I sommersi e i salvati

still-video-4

Il Laboratorio di Sociologia Visuale, nel quadro del Festival del Mare promosso dall’Università di Genova, organizza due eventi su mare e migrazioni:

Eufemia. Un’installazione ambientale del collettivo Milotta / Donchev, visitabile dal 16 al 18 maggio presso la Darsena del Porto Antico sulla chiatta che ospita Dialogo nel buio, come evento collaterale del Festival del Mare.
Per informazioni: http://festivaldelmare.unige.it/Eventi_collaterali

I sommersi e i salvati. Una conferenza sulla frontiera liquida tra umanitarizzazione e securitizzazione nel programma ufficiale del Festival del Mare. Il 16 maggio alle 18, presso l’Auditorium del Museo del Mare. Con Vittorio Alessandro (già Contrammiraglio della Marina Militare), Alessandro Metz (Mediterranea Saving Humans), Nicola Stalla (SOS Méditeranée), Georges Kougang (operatore umanitario), Enrico Fravega (Università di Trento), Luca Queirolo Palmas (Università di Genova).
Per informazioni: http://festivaldelmare.unige.it/Conferenze#collapse10

 

Le due iniziative promosse da Laboratorio di Sociologia Visuale e Progetto 20k sono il prodotto di un lavoro congkiunto che ha unito: un gruppo di studenti di Scienze della Formazione dell’Università di Genova che hanno preso parte a un progetto di formazione sull’etnografia visuale – Irene Bressan, Marco Cepollina, Alice Gresele, Amalia Innocenti, Libera Palmeri, Bianca Alice Sanna, Greta Tanzi, Niccolò Vano – e un gruppo di ricercatori afferenti al Laboratorio di Sociologia (Unige) – Livio Amigoni, Massimo Cannarella, Federico Rahola, Enrico Fravega, Luca Giliberti, Graziella Marturano, Luca Queirolo Palmas – all’Università di Siena – Cristina Capineri – e all’Università di Amsterdam – Silvia Aru.

L’installazione è un’opera del collettivo artistico Milotta / Donchev, le fotografie sono di Emanuela Zampa; curatela di Amina Gaia Abdelouahab e Anna Daneri. Il coordinamento dei lavori sul campo è stato garantito da: Progetto 20K, Farog Adam Ali, Georges Kouagang.

Hanno contribuito: Università degli Studi di Genova e Università degli Studi di Siena. Si ringrazia: Istituto Chiossone Onlus, Costa Edutainment, Solidarietà e Lavoro s.c.s., Galata Museo del Mare, Istituto Nautico San Giorgio.

Incontro con Pinar Selek. I movimenti femministi in Turchia oggi

pinarselek_portrait

Il Laboratorio di Sociologia Visuale insieme a AG About Gender, Non Una di Meno e Aut Aut 357 organizza un incontro con Pinar Selek, sui movimenti femministi e sul nuovo ciclo di mobilitazioni sociali in Turchia

Nata nel 1971 a Instanbul, Pinar Selek è sociologa e scrittrice, femminista e militante antimilitarista.
In molti dei suoi lavori di ricerca l’oggetto di studio è rappresentato dalle minoranze oppresse dalla Repubblica turca. Ed i suoi studi sono all’origine della persecuzione giudiziaria di cui è vittima.
Nel 1998 comincia per lei un incubo giudiziario ancora in corso; accusata di complicità con il PKK curdo, viene privata della libertà e torturata affinché confessi i nomi dei suoi intervistati.
Decidendo di non collaborare, viene imprigionata per due anni e mezzo con l’accusa di terrorismo.
Dal 2009 è costretta a vivere in esilio; rifugiata politica in Francia, conta con un importante comitato di sostegno internazionale. Attualmente è docente di Sociologia presso l’Università di Nizza si occupa di migrazioni contemporanee e frontiere dal punto di vista del genere ed è co-coordinatrice dell’”Osservatorio sulle migrazioni nelle Alpi Marittime”.

Attraverso il suo contributo si intende riflettere sull’esempio delle lotte sociali in Turchia e, in particolare, capire come in un contesto repressivo, un ciclo di mobilitazioni possa costruirsi e diffondersi, sia geograficamente che socialmente, senza essere necessariamente egemonizzato dalla violenza politica. Sfidando le verità ideologiche dello Stato-nazione e trasformando lo spazio militante dei movimenti di sinistra, i movimenti femministi hanno ispirato profondamente la storia delle lotte sociali in Turchia.
Attraverso forme di azione politica di nuova generazione e le nuove cause che hanno saputo articolare, i movimenti femministi si collocano dunque al centro di nuovo ciclo di mobilitazioni sociali nella Turchia degli ultimi decenni.

L’incontro si terrà il 10 gennaio presso l’Aut Aut 357, in Via delle Fontane 5, alle 18.
A seguire ci sarà un’aperitivo di autofinanziamento.

Per maggiori informazioni sull’evento cliccare qui.

pinarselek_flyer

S/CONFINI – Ciclo di incontri

“Da quassù la terra è bellissima, senza frontiere, né confini” (Yuri Gagarin)

Il corso di Sociologia delle Migrazioni organizza tre incontri pubblici, che si svolgeranno presso l’Auditorium del Museo del Mare e della navigazione, sul tema dei confini e del loro attraversamento.

23.10 (16.00)/ Mare / I sommersi e i salvati. Testimonianze dalla Libia e dalla solidarietà in mare.
Intervengono: Veronica Alfonsi (Open Arms), Nicola Stalla e Benedetta Collini (SOS Mditerranée/Aquarius), Georges Kougang (operatore umanitario), Enrico Fravega (Unige).

8.11 (16.15)/ Passaggi /Racconti di ricerca azione tra Ventimiglia e la Val Roja.
Intervengono: Luca Giliberti (Unige), Federico Rahola (Unige), Marta Menghi (Unige), Ivan Bonnin (UniRoma 3), Livio Amigoni (Progetto 20k), Ariela Iacometti (Non una di meno), Emanuela Zampa (fotografa).
Prima visione di: “Transiti. La valle solidale” di Massimo Cannarella.

22.11 (16.15)/ Terra / Leggi, sogni, soggiorni. Vite di giovani italo-ecuadoriani.
Prima visione di: “Permiso de soñar” del Colletivo Escuelita
Intervengono: Simone Spensieri (SERT ASL 4), i protagonisti del film, Michele Ruvioli (coautore), Luca Queirolo Palmas (Unige)

dav

border, confini, migrations, migrazioni

“Transiti. La valle solidale”. Una nuova produzione del Laboratorio di Sociologia Visuale

Dal giugno 2015, momento del ripristino della frontiera franco-italiana di Ventimiglia, migliaia di migranti in transito verso il nord Europa restano bloccati tra la Liguria e la Francia, in situazioni di marginalità e di incertezza.

Nei disperati tentativi di varcare la frontiera, nuove rotte migratorie si generano, attorniate dall’emergere di diverse reti di solidarietà verso i migranti.

Il documentario, che nasce da un lavoro di ricerca etnografica durato diversi anni, racconta l’esperienza della Val Roya una piccola comunità rurale a ridosso della frontiera che quotidianamente dà forma a nuove pratiche umanitarie.

Il documentario in lingua italiana: https://www.youtube.com/watch?v=YyRToR6j5_4

Il documentario in lingua francese: https://www.youtube.com/watch?v=8dwJ4b4oCRA&t=6s

cattura

 

Corso Andrea Podestà, 2 - 16121 Genova (GE)

laboratoriosociologiavisuale@gmail.com

© 2016 Horizon. All rights reserved.
Powered by YOOtheme.